Tutte le vincite al gioco pubblico del 2019

Un 2019 ricco di sorprese, per tutti i milioni di giocatori italiani che hanno goduto delle fortune concesse dalla cosiddetta dea bendata. Infatti nell’anno da poco conclusosi si è registrata una vincita totale di 209 milioni di euro per il solo SuperEnalotto, ma anche il Vincicasa ci è andato giù per bene con 35 case assegnate (la prima l’8 gennaio 2019 a Napoli e l’ultima in ordine di tempo il 12 dicembre a Colleferro, in provincia di Roma) e premi milionari al 10eLotto e Million Day. Un anno sicuramente prolifero, nonostante i tanti divieti, su tutti il Decreto Dignità, che non ha spento la voglia di giocare degli italiani. Le vincite, infatti, hanno difatti riscritto le classifiche all time dei premi assegnati. Le cifre, inutile ribadirlo, sono alte.

Il cavallo vincente di casa Sisal, il SuperEnalotto, ha elargito un totale di oltre 275 milioni di euro, con la vincita record registrata a Lodi, con i 209 milioni di cui sopra risalenti allo scorso 13 agosto. Il mese successivo, a settembre, le vincite sono proseguite con i 66,3 milioni di un giocatore in provincia di Parma. Ma il SuperEnalotto non si è arrestato e ha concesso ulteriori vincite: 7 con il “5Stella”, in provincia di Milano, con oltre 840.000 euro, e 9 vincite con il sistema “5+1”, con 872mila euro sempre a Milano, per oltre 6 milioni. Il “5” si è concesso a 163 giocatori, per un totale di 11 milioni. Come è andata con gli altri? L’Eurojackpot, presente in 18 paesi europei, ha assegnato all’Italia più di un premio nel corso dello scorso anno: 2,9 milioni di euro, a novembre, con un sistema “5+1”, 2,7 milioni di euro a maggio, 931.000 euro nello scorso mese di novembre. Interessante invece un “5+0” settembrino, con una vincita di 286.000 euro. Il WinForLife invece ha dato 4 rendite totali, 3 distribuite con il WFL Classico (3.000 euro per 20 anni), a Rosarno in provincia di Reggio Calabria, lo scorso 25 febbraio. Ed ancora a Genova, il 4 marzo e a Porto Tolle, Roma, lo scorso 11 agosto. La versione “Grattacieli” del celebre gioco invece ha dato ad un giocatore residente in quel di Roma il premio base di 4.000 euro al mese per vent’anni, da sommare agli oltre 100.000 euro di vincita immediata.

Grande successo anche per i Gratta&Vinci: a Sassano, vicino Salerno, a gennaio 2019 è stato vinto un milione di euro; a febbraio, subito dopo, a San Bonifacio, provincia di Verona, circa due milioni di euro. A marzo, col tris, altra vittoria di due milioni a Roma, ad Ariano Irpino, a Rubano. Col Miliardario Maxi, invece, un fortunato giocatore fiorentino ha vinto un montepremi da 5 milioni di euro. Due milioni di euro sono stati vinti, a maggio, anche a Napoli e a Capurso, in provincia di Bari. In provincia di Alessandria e Todi (PE) altri due milioni vinti, nel mese di luglio invece in provincia di Trento un altro milione di euro, a Sperlonga (LA) è stato centrato un premio da 2 milioni di euro. A settembre ancora due milioni a Olbia. I Gratta e Vinci con rendita hanno premiato Castellamonte (Torino) a marzo, Roma e San Martino Siccomario (Pavia) ad aprile, Scarperia e San Piero in provincia di Firenze (giugno), e Capannori in provincia di Lucca (novembre).

Grandi soddisfazioni anche per il 10eLotto, che ha regalato vittorie da Nord a Sud, dalla vincita record di Marcianise (CE) con 5 milioni di euro, al 9 Doppio Oro di Reggio Emilia: la vincita è stata di 2.7 milioni di euro, risalente allo scorso aprile e sempre nello stesso mese nell’analoga provincia erano stati vinti, a fronte di una giocata di 1,50 euro, 62.000 euro, puntando tutto sulla ruota di Milano centrando insieme 6 ambi, 4 terni e 1 quaterna. Il Million Day, casinò games di casa Lottomatica, ha premiato 47 giocatori col premio massimo di 1 milione di euro. La Lotteria Italia, invece, parla solo di Campania con tre vincite a Sala Consilina, Napoli e Pompei.

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Gli interessi della ‘ndrangheta e la spallata della Giustizia al gioco illegale

Un sequestro per oltre 400 milioni di euro, ai dalli dell’imprenditore Antonio Ricci, in un’operazione che tra gioco d’azzardo e altri traffici ha dato una spallata incredibile alla ‘ndrangheta. Tutto merito della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che attraverso l’operazione “Galassia” ha smantellato il giro di scommesse gestito dalla ‘ndrangheta e dalle organizzazioni mafiose catanesi e pugliesi. Catturato lo scorso aprile a Malta, grazie a un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dal Tribunale e successivamente rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria maltese, Ricci (43 anni) utilizzava siti on line “.com” completamente illegali, celando la raccolta illecita di scommesse dietro il fittizio schermo giuridico costituito da Centri Trasmissioni Dati (CTD) e Punti Vendita Ricariche (PVR). In questo modo, l’imprenditore è riuscito ad accumulare un ingente patrimonio sottraendolo ai controlli ed all’imposizione fiscale da parte delle autorità Italiane.

A novembre 2018 la guardia di finanza aveva arrestato 68 persone. Una ventina di queste, legate anche alla cosca Tegano, erano finite al centro dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. L’impianto accusatorio, sostenuto dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Stefano Musolino, è stato condiviso anche dal presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale Ornella Pastore che ha riconosciuto la pericolosità sociale di Antonio Ricci e ha disposto il sequestro del suo impero societario e quello riconducibile alla sua famiglia. In particolare, la guardia di finanza ha sequestrato le società maltesi “Oia Services Limited”, “Harvey Gaming Limited” (Già “Gvc New Ltd”) e “Wls Limited”, operanti nel settore del gambling. Si tratta di società che operavano nell’intero panorama nazionale. I sigilli sono stati applicati anche a numerosi conti correnti italiani ed esteri e a due trust radicati a Malta di cui uno contenente un portafoglio finanziario. Complessivamente il valore stimato del sequestro è di circa 400 milioni di euro.

Cugino dei fratelli Martiradonna, veri e propri ras dei giochi online in Puglia, Antonio Ricci è accusato di associazione mafiosa e di alcuni reati di omessa dichiarazione fiscale. Con le sue società, infatti, Ricci ha omesso di dichiarare “elementi positivi di reddito ai fini dell’Ires” pari a oltre 640 milioni di euro. Con l’operazione Galassia, gli inquirenti avevano accertato l’esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale ed attive nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con i marchi “Planetwin365”, “Betaland” e “Enjoybet” le quali, in rapporto sinallagmatico con la ‘ndrangheta, da un lato consentivano a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare imponenti proventi illeciti, dall’altro traevano esse stesse significativo supporto per l’ampliamento dei propri affari e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio. Ed è proprio in questo contesto che, nelle carte della Dda di Reggio Calabria, era emersa la figura di Antonio Ricci e delle sue società che, secondo gli investigatori delle fiamme gialle, strumentalmente avevano sede a Malta ma, di fatto, attive in Italia attraverso una stabile organizzazione.

 

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Presa Diretta al centro delle polemiche di Sapar

Una puntata destinata a far rumore, forse ancora per parecchio. A Presa Diretta, programma di informazione, in onda sulle reti Mediaset lo scorso 30 settembre, Riccardo Iacona, il conduttore, ha parlato ampiamente, e stando a Sapar ampiamente male, del gioco d’azzardo, suscitando le ire, appunto, dei suoi più alti rappresentanti. In particolare di Domenico Distante, numero uno della Associazione Nazionale Gestori Giochi di Stato. Tramite una nota, infatti, la Sapar ha voluto prendere le distanze dalle dichiarazioni di Iacona, finanche invitato a raccogliere informazioni più precise sul panorama gioco in Italia, sulle sue cifre e le sue dinamiche.

La principale accusa mossa a Iacona è quella di aver impostato l’argomento in una univoca direzione, senza coinvolgere al dialogo nessuna componente attiva del settore gioco, ancora una volta condannato e stavolta a reti unificate in diretta nazionale. Uno schiaffo, stando a Sapar, per gli operatori, parte fondamentale dell’azienda, il suo zoccolo duro, e partecipanti attivi alla produzione dell’economia italiana. La solita, triste storia sul gioco: si potrebbe riassumere così la presa di posizione di Sapar, che sottolinea anche il reiterato e continuo atteggiamento di non addetti ai lavori che, nelle loro argomentazioni, tentano di esasperare la situazione, evitando qualsivoglia approccio, sia analitico sia con dati alla mano.

Il problema parte dalla cifra, roboante, di 107 miliardi di euro, “che suggestiona la platea”, si legge nella nota. Sapar ha sottolineato come, molto più corretto, trasparente e coerente sarebbe stato il dato riportato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, riguardante il monte complessivo delle vincite, pari, per legge nel 2018, al 70%, poi al 68% dopo la Legge di Bilancio dello scorso anno. E poi, ai lavoratori nessuno pensa? Un appello, quello delle migliaia di piccole e medie imprese del settore ignorate dal Conte1 ed inascoltate, in primo momento, dal Conte2: si è infatti arrivati, sul finire del 2019, al terzo aumento in un anno, dal momento che anche dalla Legge di Bilancio per il 2020 è previsto un ulteriore inasprimento del PREU. Unico dato corretto, Sapar dixit, è quello relativo ai dieci miliardi che lo Stato, di anno in anno, va ad incassare e che è stato già ripetutamente confermata come fondamentale per le finanze pubbliche.

Intanto il Ministero ha fatto sapere, tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel solo 2018 i controlli su Slot e AWP ha raggiunto quota 50.000 unità. Il tutto mentre il settore del gioco pubblico continua a non presentare fenomeni di evasioni e a battersi per il gioco responsabile. Altra accusa per Iacona: il non aver sottolineato come le barriere del proibizionismo inducano l’illegale a proliferare. In attesa di un riordino, già previsto dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2017 e mai attuato. Pur dicendosi aperta al confronto e al dialogo, Sapar continua la sua opera di difesa contro la mala informazione ai danni di un settore sempre più percosso e bastonato…

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Decreto “No Slot”, parere positivo dalla Conferenza Unificata. Intanto nel 2018 controllato il 37% dei locali con slot e VLT

Nella giornata di ieri si è tenuta la Conferenza Unificata, che ha espresso parere favorevole circa lo schema di Decreto proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico sull’uso del logo identificativo “No Slot”, ai sensi dell’articolo 9, c.3 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n.281, che riporta le condizioni per il rilascio e la regolamentazione dell’uso del logo sopracitato.

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Gioco online cresce in tutto il mondo, +68% di puntate da smartphone e tablet, il giudizio degli analisti sugli operatori di settore

Continua senza sosta la crescita a livello mondiale del gioco online, anche nel primo trimestre del 2019. Tra gennaio e marzo 2019, infatti, il 68% delle puntate online è arrivato da smartphone e tablet e, secondo le analisi degli esperti del settore, nel primo trimestre dell’anno corrente, l’operatore che ha registrato migliori feedback degli analisti è stato Kindred.

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Slot e Awp-r, il settore terreste dei giochi alla svolta tecnologica

Con la Legge di Bilancio 2016 si è verificato un drastico aumento della tassazione: l’aliquota fiscale del PREU sulle AWP è arrivata al 17,5%, il payout è sceso al 70% e nel 2017 la raccolta delle AWP è calata. Le AWP sul territorio, poi, per legge, sono diminuite del 30% e nel 2018, da 407.000, sono arrivate alle 259.130 unità. La suddetta Legge aveva anche previsto aumento dell’aliquota del PREU sulle VLT dello 0.5%, ma senza registrare particolari effetti dal momento che, nel 2017, la raccolta sulle VLT ha superato i valori registrati nel 2015. Dati che confermano come l’aumento della pressione fiscale non abbia significative ripercussioni sulla raccolta. E dimostrano che i giocatori, nonostante l’aumento della pressione fiscale, continuano a giocare nonostante l’aumento fiscale gravi proprio sugli stessi giocatori.

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I dati del gioco pubblico in Italia, in attesa del Decreto Dignità

Il 2019 per il mondo del gioco, in Italia, sarà un anno di cambiamento o meglio ancora, di transizione, per via del Decreto Dignità che, effettivamente valido da luglio 2019, dovrà portare nel futuro il mondo del gioco in Italia. Ma già l’anno trascorso è stato appunto un anno di cambiamento, anche per il comparto digitale dell’industria. Ora, chi aveva ancora dei contratti in essere al momento dell’approvazione del cosiddetto Decreto Dignità, dovrà attendere luglio. Nel mentre, in Italia, si comincia a parlare di possibili fasce orarie fisse per apertura e chiusura di sale e centri scommesse, e mentre cresce il numero di enti locali che stanno sottoscrivendo ordinanze comunali per tenere slot e VLT a più di 500 metri di distanza da luoghi considerati sensibili, il gioco cresce e continua a confermarsi uno dei traini dell’industria nostrana. E, sostanzialmente, è stato così nel 2018 come per i due anni precedenti. Dal 2015, insomma, una crescita continua che il Decreto Dignità, inspiegabilmente, cercherà di arginare.

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Scandalo a Verona, parroco ludopatico giocava coi soldi delle offerte. La protesta

Scandalo in chiesa a Verona, nella parrocchia di San Giovanni Battista dove l’ex parroco ha trafugato ben 900.000 euro alle macchinette. Il parroco, ludopatico, ha speso tutti i soldi dalle cassette delle offerte della stessa chiesa che amministrava. E non solo, c’è una aggravante: il parroco ha chiesto soldi ai fedeli con la scusa di lavori urgenti da fare alla parrocchia e per aiutare altri parrocchiani in difficoltà.

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