Consigli utili per aiutare chi soffre di ludopatia

Ludopatia Online

Aiutare un giocatore che soffre di ludopatia è essenziale perché possa superare il problema ed evitare conseguenze negative a lungo termine.
Come accade con altri tipi di sostanze, quali droghe o alcool, superare la dipendenza dal gioco è spesso difficile, e richiede un’elevata motivazione e forza di volontà.

Ma cos’è esattamente la ludopatia?

La ludopatia, o gioco d’azzardo patologico, è considerata come una vera e propria malattia: la persona che ne soffre sente un enorme bisogno di giocare ed è incapace di controllare
quest’ impulso.

La classificazione della ludopatia come malattia psicologica ha suscitato diverse polemiche negli ultimi anni.

In un primo momento, il gioco d’azzardo patologico è stato classificato come un disturbo del controllo degli impulsi secondo cui la persona colpita non è in possesso delle risorse sufficienti per resistere alla tentazione di giocare.

Più tardi, diversi studi ed indagini, hanno riformulato le basi della malattia psicologica, giungendo alla conclusione che il gioco d’azzardo compulsivo rappresenta un disturbo di dipendenza: la ludopatia non è caratterizzata solo dalla semplice incapacità di controllare l’impulso di giocare, in quanto la persona che ne soffre sviluppa una vera e propria dipendenza.
Si è giunti così alla conclusione che il gioco d’azzardo patologico è simile per molti aspetti alla dipendenza da sostanze stupefacenti o dall’alcool. In ambito clinico, il disturbo non viene più definito “gioco patologico” ma “disordered gambling” (gioco problematico).

Superare la dipendenza è sempre più complicato se non si interviene tempestivamente
fin dai primi segnali di problematicità connessa al gioco. Oltre agli interventi psicoterapeutici, è molto importante l’appoggio di familiari e amici per facilitare il recupero della persona affetta. Non si tratta di un compito facile, ma vale la pena fare almeno dei tentativi. Intanto, potrebbe risultare utile seguire questi semplici consigli.

Capire il problema

Il primo passo da fare se vogliamo aiutare un giocatore ad uscire dalla sua situazione problematica, è quello di capire bene in cosa consiste la ludopatia.
Come detto in precedenza, il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria dipendenza, una dipendenza comportamentale, caratterizzata da ben poche differenze rispetto alla dipendenza dall’uso di sostanze.

Quindi, bisogna sapere che una persona dedita al gioco è dipendente da questo allo stesso modo in cui un cocainomane lo è dalla cocaina.

Cercare di comprendere il problema rappresenta un elemento chiave, in quanto alle persone sane può costare molto capire fino a che punto una persona può dipendere così esageratamente da qualcosa.

Si riesce a fare molto poco se non si è in grado di capire il ruolo che il gioco ricopre nella vita e nella mente della persona interessata.

Può essere giudicato come riprovevole che una persona si converta in un ludopata, o in un tossicodipendente, creando problemi sia a se stesso che a chi gli sta intorno, ma lasciarsi guidare da recriminazioni ed accuse, non rappresenterà certo un valido aiuto.

E’ quindi importante concentrarsi sul presente, sulla situazione che la persona sta vivendo e sulle difficoltà che l’hanno portata ad assumere un tale comportamento.

Fare domande senza giudicare

Sappiamo che la ludopatia è una forma di dipendenza e che la persona si vede costretta a giocare per soddisfare alcune esigenze psicologiche.
Non tutti i giocatori però vivono la dipendenza alla stessa maniera, quindi sarebbe bene capire cosa pensa e cosa sa del suo problema la persona che vogliamo aiutare.

Ti consideri dipendente dal gioco d’azzardo? Sei consapevole dei problemi che provoca? Sei disposto a cambiare la tua situazione personale? Vuoi smettere di giocare e vivere una vita più tranquilla? Si tratta di alcuni degli aspetti che devono essere identificati prima di iniziare a prestare aiuto, perché a seconda della situazione personale di ognuno, si dovrà agire in un modo piuttosto che in un altro.

Sarà molto diverso aiutare una persona che identifica il suo rapporto col gioco come una dipendenza e che vuole superare il problema da quella che invece non riconosce di avere un rapporto problematico col gioco.

Per fare ciò, è importante porre domande, come quelle descritte in precedenza, senza giudicare o commentare: la persona deve sentirsi libera di rispondere secondo il proprio modo di pensare e senza paura di essere giudicata.

Relazionare il gioco con i problemi che ha provocato

Se ci troviamo di fronte ad una persona che non identifica il gioco d’azzardo come un problema, è importante ricorrere ad una buona strategia.

Continuare a ripetergli che deve smettere di giocare, se non ammette di avere un problema, non serve a nulla. Potrebbe invece risultare utile cercare un nesso tra il gioco, cui si dedica ogni giorno, ed i problemi che questo ha portato nella sua vita.

Il giocatore può negare la sua dipendenza all’infinito per continuare a dedicarsi all’attività senza rimorsi, ma gli costerà di più evitare la consapevolezza dei problemi causati dal gioco stesso.
Questo compito può risultare relativamente semplice siccome il gioco d’azzardo patologico di solito causa diversi problemi: problemi finanziari, conflitti coniugali, controversie sul posto di lavoro, riduzione delle prestazioni,….

Commentarli insieme e portare la persona a capire che sono stati causati dalle ore che ha dedicato al gioco, la aiuterà ad assumere la consapevolezza che il suo rapporto con il gioco può risultare dannoso.

Informarlo sul gioco d’azzardo patologico

Una volta che il giocatore è in grado di riconoscere il nesso gioco e problemi che questo ha provocato, è possibile avviare una conversazione sulla dipendenza.

In questo momento, la persona sta cominciando ad analizzare il suo rapporto con il gioco, quindi probabilmente sarà più propensa a ricevere informazioni sulla situazione problematica che sta vivendo. Naturalmente tali informazioni devono essere fornite con una certa cautela, senza cadere in determinismi o categorizzazioni.

Basta spiegare cos’è la ludopatia e qual è la relazione esistente tra gioco d’azzardo e dipendenza, in modo possa identificarsi e cominciare a rendersi conto che forse è affetta dal disturbo psicologico.

Presentare delle alternative

Quando la persona è convinta che vuole smettere di giocare per migliorare la sua vita, è importante fornirgli delle alternative.

Il dipendente spesso trascorre molte ore a giocare, quindi, per aiutarlo a smettere, occorre aiutarlo a trovare delle alternative per occupare il tempo.
Proponete attività che sono incompatibili con il gioco, come l’esercizio fisico, la lettura, una passeggiata, andare al cinema, una cena tra amici, e così via.

Motivare la persona al cambiamento

Superare una qualsiasi dipendenza è molto complicato e la base del successo risiede sulla motivazione per raggiungere gli obiettivi.

Quindi cercate di ricordare alla persona gli effetti positivi che l’allontanamento dal gioco sta avendo sulla sua vita; cercate di elogiare ogni progresso seppur piccolo, incoraggiatela sempre a proseguire gli sforzi per superare la dipendenza.

Aiutarla ad evitare situazioni pericolose

Anche se una persona è molto convinta e motivata a smettere, possono presentarsi situazioni in cui diventa estremamente difficile evitare il gioco.

La vicinanza a luoghi con slot machine, sale bingo, casinò possono rappresentare situazioni di pericolo che potrebbero indurre ad una ricaduta.

Aiutate la persona a stilare un elenco di “situazioni pericolose” ed ad elaborare una lista dei comportamenti che consentono di evitarle.

Offrite continuamente il vostro sostegno

Durante il processo di cambiamento non deve mai mancare il vostro supporto.

Superare una dipendenza è difficilissimo, quindi, è probabile che la persona viva momenti di forte stress emotivo e di angoscia durante i quali ha sempre bisogno di qualcuno cui appoggiarsi.
Non negate mai il vostro aiuto, non siate troppo duri e soprattutto cercate di essere empatici, cercare di entrare in sintonia con la sofferenza di queste persone e tendete sempre la mano nel cammino verso il cambiamento.

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