Gambling, quando le regole diventano rigide

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Il rapporto tra il gioco d’azzardo e le sue regole è un qualcosa che, a volte, può rivelarsi labile, ma anche fortemente conflittuale. Ed è per questo che esse devono sempre essere profondamente rigide, dettagliate e precise. In Italia siamo in piena fase di riorganizzazione, razionalizzazione e riassetto. Il nuovo governo, guidato da Paolo Gentiloni, dovrà intervenire anche in questo settore, cercando di dare qualche certezza in più. Ci avrebbe dovuto pensare già la Legge di Stabilità, ma la caduta dell’esecutivo di Matteo Renzi, in seguito alla pesante sconfitta nel referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre, non l’ha permesso. Ma per capire meglio e magari scegliere qualche modello può rivelarsi utile dare uno sguardo a quanto accade all’estero.

Partiamo dai nostri vicini di casa, ossia i cugini francesi. In quest’ultimo periodo in terra transalpina è oggetto di discussione l’abolizione dell’Arjel, l’Autorità francese dei giochi online. La proposta è arrivata dal deputato Jean Luc Warsmann e ha scatenato una vera e propria battaglia parlamentare. Il tutto fa parte di un processo di razionalizzazione del numero delle autorità amministrative indipendenti. Il problema sta nel fatto che è stata anche fissata una data, il 2020. A quel punto l’Arjel potrebbe essere fusa con altre entità fino alla sua cessazione, ma i suoi poteri potrebbero anche passare allo Stato, che è già molto attivo e presente nel settore del gambling. Basti pensare alla Fdj, che oggi è la seconda lotteria al mondo per incassi ed è preceduta soltanto da Lottomatica, e il Pmu, che non è altro che l’operatore numero uno per quel che riguarda le scommesse ippiche. Insomma, si può tranquillamente dire che anche in Francia il tema del gioco d’azzardo tiene assolutamente banco. E d’altronde non potrebbe essere davvero altrimenti.

Abbiamo precedentemente parlato di regole che devono essere rigide, dettagliate e precise. Ed ecco che, se si parla soprattutto di quest’aspetto, viene immediatamente in mente il modello olandese. In questo Paese è in atto un vero è proprio cambiamento e rafforzamento nel sistema di regolamentazione. L’obiettivo è ovviamente punire i trasgressori. Fino ad ora il regolatore di gioco olandese, che si chiama Kansspelaanbieders, si è limitata a inviare delle sorta di lettere d’avviso, in cui venivano precisate le modalità in cui si poteva offrire gambling in modalità online. Dal 1 gennaio 2017 però il registro cambierà in maniera totale e radicale. Infatti gli operatori illegali potranno essere sanzionati fino a 820 mila. La cifra ovviamente dipenderà dalla gravità della violazione. Va detto che, solo l’anno scorso, due operatori hanno ricevuto una multa di 240 mila euro. Ma ora il tutto diventerà ancora più rigido e severo. Anche perché già la camera bassa olandese sta discutendo una legge atta a regolamentare e disciplinare l’iGaming.

Quando tutto il sistema sarà perfettamente funzionante per avviare legalmente un’attività di gioco d’azzardo in Olanda potrebbe essere necessario anche un anno. Un lasso di tempo sufficiente per sconfiggere l’illegalità? Probabilmente no. Ma è già un primo passo per provare a scoraggiarla. E di questo non si può non tenere conto.

 

 

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