Presa Diretta al centro delle polemiche di Sapar

Una puntata destinata a far rumore, forse ancora per parecchio. A Presa Diretta, programma di informazione, in onda sulle reti Mediaset lo scorso 30 settembre, Riccardo Iacona, il conduttore, ha parlato ampiamente, e stando a Sapar ampiamente male, del gioco d’azzardo, suscitando le ire, appunto, dei suoi più alti rappresentanti. In particolare di Domenico Distante, numero uno della Associazione Nazionale Gestori Giochi di Stato. Tramite una nota, infatti, la Sapar ha voluto prendere le distanze dalle dichiarazioni di Iacona, finanche invitato a raccogliere informazioni più precise sul panorama gioco in Italia, sulle sue cifre e le sue dinamiche.

La principale accusa mossa a Iacona è quella di aver impostato l’argomento in una univoca direzione, senza coinvolgere al dialogo nessuna componente attiva del settore gioco, ancora una volta condannato e stavolta a reti unificate in diretta nazionale. Uno schiaffo, stando a Sapar, per gli operatori, parte fondamentale dell’azienda, il suo zoccolo duro, e partecipanti attivi alla produzione dell’economia italiana. La solita, triste storia sul gioco: si potrebbe riassumere così la presa di posizione di Sapar, che sottolinea anche il reiterato e continuo atteggiamento di non addetti ai lavori che, nelle loro argomentazioni, tentano di esasperare la situazione, evitando qualsivoglia approccio, sia analitico sia con dati alla mano.

Il problema parte dalla cifra, roboante, di 107 miliardi di euro, “che suggestiona la platea”, si legge nella nota. Sapar ha sottolineato come, molto più corretto, trasparente e coerente sarebbe stato il dato riportato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, riguardante il monte complessivo delle vincite, pari, per legge nel 2018, al 70%, poi al 68% dopo la Legge di Bilancio dello scorso anno. E poi, ai lavoratori nessuno pensa? Un appello, quello delle migliaia di piccole e medie imprese del settore ignorate dal Conte1 ed inascoltate, in primo momento, dal Conte2: si è infatti arrivati, sul finire del 2019, al terzo aumento in un anno, dal momento che anche dalla Legge di Bilancio per il 2020 è previsto un ulteriore inasprimento del PREU. Unico dato corretto, Sapar dixit, è quello relativo ai dieci miliardi che lo Stato, di anno in anno, va ad incassare e che è stato già ripetutamente confermata come fondamentale per le finanze pubbliche.

Intanto il Ministero ha fatto sapere, tramite l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel solo 2018 i controlli su Slot e AWP ha raggiunto quota 50.000 unità. Il tutto mentre il settore del gioco pubblico continua a non presentare fenomeni di evasioni e a battersi per il gioco responsabile. Altra accusa per Iacona: il non aver sottolineato come le barriere del proibizionismo inducano l’illegale a proliferare. In attesa di un riordino, già previsto dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2017 e mai attuato. Pur dicendosi aperta al confronto e al dialogo, Sapar continua la sua opera di difesa contro la mala informazione ai danni di un settore sempre più percosso e bastonato…

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