Scandalo a Verona, parroco ludopatico giocava coi soldi delle offerte. La protesta

Scandalo in chiesa a Verona, nella parrocchia di San Giovanni Battista dove l’ex parroco ha trafugato ben 900.000 euro alle macchinette. Il parroco, ludopatico, ha speso tutti i soldi dalle cassette delle offerte della stessa chiesa che amministrava. E non solo, c’è una aggravante: il parroco ha chiesto soldi ai fedeli con la scusa di lavori urgenti da fare alla parrocchia e per aiutare altri parrocchiani in difficoltà.

I fedeli allora hanno subito contattato Giuseppe Zenti, il vescovo, che ha promesso intervento immediato per risolvere la situazione. Don Giuseppe Modena, il parroco-ludopatico, era stato già trasferito ed incentivato nella cura alla ludopatia.

Il sacerdote affetto da ludopatia si faceva prestare soldi da tutti, secondo i fedeli frequentatori della parrocchia che guidava da ben 10 anni. Poi improvvisamente il trasferimento ad altro incarico, nella Direzione del Centro Diocesano di Spiritualità intitolato a San Fidenzio. Il motivo, mai pubblicamente reso noto, sarebbe stato proprio la ludopatia. Dal 2014 al 2017, infatti, avrebbe accumulato un debito record di 900.000 euro. Per tentare il recupero del sacerdote il vescovo Zenti non aveva trovato miglior soluzione che il trasferimento.

I soldi venivano utilizzati per alimentare la mania del parroco, le slot machine. Scoperta la verità, i parrocchiani, ormai ex, hanno subito chiesto i soldi prestati a Don Giuseppe Modena. Per questo si sono rivolti direttamente alla Curia Vescovile e il portavoce di Zenti, Don Stefano origano, ha assicurato, tramite le colonne dell’Arena, la piena disponibilità del vescovo ad organizzare un incontro tra le parti per cercare la soluzione migliore ad una incresciosa situazione.

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