Gli interessi della ‘ndrangheta e la spallata della Giustizia al gioco illegale

Un sequestro per oltre 400 milioni di euro, ai dalli dell’imprenditore Antonio Ricci, in un’operazione che tra gioco d’azzardo e altri traffici ha dato una spallata incredibile alla ‘ndrangheta. Tutto merito della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che attraverso l’operazione “Galassia” ha smantellato il giro di scommesse gestito dalla ‘ndrangheta e dalle organizzazioni mafiose catanesi e pugliesi. Catturato lo scorso aprile a Malta, grazie a un mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dal Tribunale e successivamente rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria maltese, Ricci (43 anni) utilizzava siti on line “.com” completamente illegali, celando la raccolta illecita di scommesse dietro il fittizio schermo giuridico costituito da Centri Trasmissioni Dati (CTD) e Punti Vendita Ricariche (PVR). In questo modo, l’imprenditore è riuscito ad accumulare un ingente patrimonio sottraendolo ai controlli ed all’imposizione fiscale da parte delle autorità Italiane.

A novembre 2018 la guardia di finanza aveva arrestato 68 persone. Una ventina di queste, legate anche alla cosca Tegano, erano finite al centro dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. L’impianto accusatorio, sostenuto dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Stefano Musolino, è stato condiviso anche dal presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale Ornella Pastore che ha riconosciuto la pericolosità sociale di Antonio Ricci e ha disposto il sequestro del suo impero societario e quello riconducibile alla sua famiglia. In particolare, la guardia di finanza ha sequestrato le società maltesi “Oia Services Limited”, “Harvey Gaming Limited” (Già “Gvc New Ltd”) e “Wls Limited”, operanti nel settore del gambling. Si tratta di società che operavano nell’intero panorama nazionale. I sigilli sono stati applicati anche a numerosi conti correnti italiani ed esteri e a due trust radicati a Malta di cui uno contenente un portafoglio finanziario. Complessivamente il valore stimato del sequestro è di circa 400 milioni di euro.

Cugino dei fratelli Martiradonna, veri e propri ras dei giochi online in Puglia, Antonio Ricci è accusato di associazione mafiosa e di alcuni reati di omessa dichiarazione fiscale. Con le sue società, infatti, Ricci ha omesso di dichiarare “elementi positivi di reddito ai fini dell’Ires” pari a oltre 640 milioni di euro. Con l’operazione Galassia, gli inquirenti avevano accertato l’esistenza di una pluralità di associazioni per delinquere operanti sul territorio nazionale ed attive nel settore della raccolta del gioco e delle scommesse con i marchi “Planetwin365”, “Betaland” e “Enjoybet” le quali, in rapporto sinallagmatico con la ‘ndrangheta, da un lato consentivano a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare imponenti proventi illeciti, dall’altro traevano esse stesse significativo supporto per l’ampliamento dei propri affari e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio. Ed è proprio in questo contesto che, nelle carte della Dda di Reggio Calabria, era emersa la figura di Antonio Ricci e delle sue società che, secondo gli investigatori delle fiamme gialle, strumentalmente avevano sede a Malta ma, di fatto, attive in Italia attraverso una stabile organizzazione.

 

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